Uno, nessuno e centomila è un romanzo profondamente umoristico e, a detta dallo stesso autore, di scomposizione della vita. La filosofia pirandelliana qui si realizza attraverso il protagonista, il «pazzo» Vitangelo Moscarda che, scoprendo di possedere il naso lievemente storto, si avventura in una serie di ricerche teoretiche ed esistenziali che lo porteranno in primis alla rovina, ed in seguito alla successiva rinascita tramite l’autoesclusione dalla vita sociale e dalla visione generale degli uomini. Il monologo zeppo di perplessità, di quesiti ed esclamazioni che rendono in pieno l’idea di un’opera teatrale, ma, in realtà punta, oltre che al palcoscenico, direttamente all’orecchio di chi legge e alla sua coscienza.
160
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Bes
brossura
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